Galazia

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La Galazia era una regione dell'Anatolia centro-settentrionale (odierna Turchia) colonizzata dai Galli celtici c. Il nome deriva dal greco per “Gallia” che veniva ripetuto dagli scrittori latini come Galli. Ai Celti fu offerta la regione dal re della vicina Bitinia, Nicomede I (r. 278-255 a.C.) e si stabilirono in tre province composte da quattro cantoni (reparti) composti da città-stato (conosciute come oppidum) governati, rispettivamente, dalle tre tribù che componevano il gruppo iniziale: i Tectosage, i Trocmil e i Tolistogogii.

I Celti Galati inizialmente mantennero la loro cultura, continuando ad osservare le loro antiche feste e rituali religiosi, ma gradualmente divennero ellenizzati al punto che alcuni scrittori latini li chiamarono greco-galli. Furono conquistati da Roma nel 189 a.C., diventando uno stato cliente, ma gli fu concesso un grado di autonomia sotto il regno di Deiotarus ("la Bolla Divina", rc 105-c. 42 aC) dopo Pompeo Magno (l. 106- 44 a.C.) sconfisse Mitridate VI (r. 120-63 a.C.) del Ponto nel 63 a.C. e fu poi assorbito nell'Impero Romano nel 25 a.C. da Cesare Augusto. È meglio conosciuto dal Libro biblico dei Galati, una lettera scritta alla comunità cristiana lì da San Paolo.

Invasione e insediamento celtico

La migrazione celtica era già in corso quando il capo gallico Brenno saccheggiò Roma nel 390 a.C. Continuò fino al IV secolo a.C. quando, intorno al 280 a.C., un gruppo di Celti dalla Pannonia scese nella regione della Grecia, offrendo i propri servizi come mercenari (come avevano fatto in Italia quasi cento anni prima) e vivendo della terra attraverso foraggiamento e saccheggio di paesi e città.

La Galazia non era uno stato centralizzato né i Celti si accontentavano di una vita sedentaria di agricoltura.

Nel 279 a.C., una parte di questa grande forza migratoria (sotto un altro Brennus, portando gli studiosi a ipotizzare che "Brennus" potesse essere un titolo, non un nome proprio) saccheggiò il sito sacro dell'Oracolo a Delfi, portando via i suoi tesori. Brenno scompare quindi dalla storia ma altri due leader, Lutorius e Leonorius, erano più interessati a trovare una dimora permanente per il loro popolo che a continue guerre e saccheggi e iniziarono a cercare terra per questo scopo.

Nello stesso periodo, il re Nicomede I di Bitinia (r. 278-255 aC) in Anatolia stava combattendo con suo fratello, Zipete II, che aveva stabilito un regno indipendente in Bitinia per sfidare la legittimità di Nicomede I. Nicomede, sentendo l'abilità in battaglia dei Celti, li invitò in Anatolia per aiutarlo nella sua guerra. I Celti sconfissero Zipoetes II, stabilirono Nicomede I come legittimo re, e poi iniziarono a saccheggiare attraverso l'Anatolia estorcendo protezione da città e villaggi e distruggendo coloro che non volevano pagare.

Nicomede I, avendo beneficiato enormemente del loro aiuto, non aveva più bisogno di loro, ma non era in grado di chiedere loro di partire. Lo studioso Gerhard Herm commenta la situazione:

Storia d'amore?

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Nicomede aveva assoldato i barbari; gli avevano dato la libertà di manovra di cui aveva bisogno per assicurarsi il proprio stato, ma poi affrontò la domanda su cosa si sarebbe dovuto fare con loro. Per anticipare richieste di paga o quant'altro lavorò abilmente sul grande desiderio che aveva spinto le tre tribù alle loro peregrinazioni; offrì loro un territorio in quella parte dell'Anatolia a est delle sue frontiere, la regione intorno all'odierna Ankara. Questa mossa offriva un duplice vantaggio: da un lato, si sarebbe sbarazzato di questi ospiti; dall'altro, avrebbe creato uno stato cuscinetto tra sé e i Frigi selvaggi. Del resto, la terra non era nemmeno sua. (40)

La terra in realtà apparteneva, o era almeno in uso, ai Frigi, ma sembra che Nicomede avesse ritenuto che questo fosse il problema dei Celti da risolvere; cosa che fecero semplicemente stabilendosi lì e cacciando le comunità frigie. Tuttavia, essendosi abituati alla guerra e semplicemente prendendo ciò che volevano dalla popolazione locale, continuarono le loro sporadiche incursioni. In c. 275 a.C., forse incoraggiati da Nicomede, fecero irruzione nei territori dell'impero seleucide e furono sconfitti dal re seleucide Antioco I Sotere (r. 281-261 a.C.) nella battaglia degli elefanti. Hanno chiesto la pace e sono diventati preziosi mercenari nell'esercito di Antioco I.

Attalo I e Galazia

Qualunque sia la forma che le comunità e il governo presero a questo punto in Galazia non è chiara, ma non era uno stato centralizzato né i Celti si accontentavano di una vita sedentaria di agricoltura. Mentre una tribù continuava a combattere per Antioco I, un'altra divenne mercenari per Mitridate I Ctiste del Ponto (r. 281-266 aC) contro i Seleucidi. Allo stesso tempo, la terza tribù, o forse una forza combinata di due o tutte e tre, continuò a razziare altri insediamenti e divenne una seria preoccupazione per la città di Pergamo. Pergamo era stata sotto il controllo di Lisimaco, uno dei Diadochi ("successori") di Alessandro Magno che tenne l'Anatolia e la Tracia dopo la morte di Alessandro. Fu ucciso in battaglia nel 281 a.C. da Seleuco I Nicatore (r. 305-281 a.C.), un altro dei Diadochi e fondatore dell'Impero seleucide, che allora rivendicò l'Anatolia.

Lisimaco aveva in precedenza affidato Pergamo, sede del suo grande tesoro, a uno dei suoi comandanti, Filetero (r. 282-263 aEV) che proteggeva i beni di Lisimaco. Poco dopo la morte di Lisimaco, Seleuco I fu assassinato e il suo successore, Antioco I Sotere, non sapeva nulla del tesoro (che, secondo l'antico storico Strabone, ammontava a oltre 9.000 talenti d'argento). Invece di offrire il denaro al suo nuovo signore supremo, Filetero lo spende discretamente per migliorare non solo la sua città ma anche quella dei suoi vicini, espandendo silenziosamente il suo territorio mentre acquista la lealtà delle comunità circostanti attraverso doni sontuosi.

Attalo I riconobbe ufficialmente la regione dei Galli come Gallo-Grecia, concedendo loro l'autonomia.

Eumene sconfisse Antioco I Sotere nella battaglia di Sardi nel 261 a.C. con l'aiuto dei Celti, che uccisero Antioco I e liberò Pergamo dal controllo seleucide. Eumene quindi espanse i suoi territori e si impegnò in grandi progetti di costruzione, ma i Celti di Galazia, precedentemente impiegati da Antioco I e ora senza lavoro poiché Eumene non era interessato a ulteriori campagne militari, rivolsero la loro attenzione a razziare il suo territorio. L'unico modo in cui Eumene poteva tenerli a bada era pagare loro il pizzo.

A Eumene successe suo cugino e figlio adottivo Attalo I (r. 241-197 a.C.) che si rifiutò di continuare questi pagamenti e attaccò i Celti, respingendoli in Galazia nel 232 a.C. Nel 230 a.C., respinse un grosso contingente di Celti che marciava su Pergamo per ristabilire il denaro di protezione e li respinse di nuovo nella loro regione. Attalo I celebrò poi la sua vittoria attraverso monumenti e statue raffiguranti Galli morenti e sconfitti che aveva situato nel Tempio di Atena di Pergamo. La famosa statua La Gallia morente (attualmente conservata al Museo Capitolino, Roma) è una copia romana successiva di una di queste statue commissionata da Attalo I. Mentre venivano innalzati i suoi festeggiamenti e i suoi monumenti, Attalo I riconobbe ufficialmente la regione dei Galli come Gallo-Grecia, concedendo loro l'autonomia e incoraggiandoli a stabilire il proprio regno.

Governo e religione

Le tre tribù, fieramente indipendenti e rifiutandosi di unirsi tra loro, stabilirono province separate in Galazia che ammontavano a piccoli regni. I Trocmil presero l'est, i Tolistogogii l'ovest ei Tectosage la regione centrale. Ciascuno di questi regni provinciali era diviso in quattro cantoni, ciascuno governato da un tetrarca con un giudice sotto di lui, un capo militare sotto il giudice e due comandanti subordinati sotto di lui. Ci si aspettava che il popolo vivesse secondo le leggi formulate dal tetrarca (essenzialmente il loro re) in conferenza con il giudice i cui poteri erano considerevoli nello stabilire e far rispettare la legge.

Al fine di prevenire l'abuso del potere del giudice, fu ritenuto responsabile di fronte a un senato di 300 delegati composto da tutte e tre le province del regno che avrebbe deciso casi importanti (soprattutto reati capitali come l'omicidio), e che si incontravano regolarmente in un luogo sacro conosciuto al Drunemeton. Gerhard Herm commenta:

UN nemetone era, anche nella Francia celtica e in Britannia, il luogo pacifico e sacro più o meno corrispondente al temenos o forma originaria del tempio greco: qui regnavano i sacerdoti e si facevano sacrifici agli dei. Il prefisso dru-…[venire da] drus, il nome greco di una quercia. Nell'Irlanda celtica, la parola per una quercia era daur, e deve essere ovvio anche per un laico che questa parola assomiglia all'equivalente greco come a volte fanno i cugini lontani. Il Drunemeton era quindi un luogo di culto dominato da querce, sia un bosco sacro che un luogo di sosta ombreggiato: quindi lo stesso parlamento di Galazia doveva essere di carattere sacro. (42)

Le pratiche legali sembrano essere state derivate da una combinazione di tradizioni celtiche e firgiche, ma questo non è chiaro. Alcuni studiosi affermano che l'assemblea del Drunemeton assomigli a quella celtica tuath (che significa “popolo” ma anche “territorio” ovvero coloro che dipendono da un territorio o capotribù) in quanto il tuath anche convocato in assemblee e la legge applicata era in ultima analisi derivata dagli dei. Che la legge galata fosse derivata dagli dei è suggerita dalla vicinanza della città sacra di Pessinus, dedicata alla Dea Madre Cibele e alla sua consorte Attis, vicina al confine della parte occidentale della Galazia controllata dai Tolistogogii. Strabone sostiene che Pessinus fosse il centro religioso dei Galati anche se non controllavano la città.

Pessinus era un antico sito che crebbe intorno a una grande pietra nera che si diceva fosse caduta dal cielo e simboleggiasse la dea che i Galati adoravano sotto il suo nome frigio, Agdistis. Tra le molte responsabilità di Agdistis c'erano la protezione, la legge e l'ordine. L'evidenza archeologica suggerisce che i Galati visitassero regolarmente Pessinus e potrebbero anche aver preso la città ad un certo punto per elevare la loro posizione nella regione controllando il sito religioso centrale.

La battaglia di Magnesia e Roma

I Galati si assimilarono gradualmente al popolo circostante, adottando costumi e costumi siro-greci e frigi, e continuarono nel loro ruolo, ormai tradizionale, di mercenari per vari regni e principati. Combatterono per il re seleucide Antioco III (il Grande, r. 223-187 a.C.) nelle sue campagne per riunificare il suo impero tra c. 210-204 a.C. e formò una parte significativa delle sue forze quando invase la Grecia nel 191 a.C. per combattere i romani.

Antioco III fu sconfitto alle Termopili dai romani nel 191 a.C. e di nuovo nella cruciale battaglia di Magnesia nel 190 a.C., dove le sue forze furono gravemente sconfitte e messe in rotta. Ad Antioco III non rimase altra scelta che accettare tutti i termini di Roma come stipulato nel Trattato di Apamea nel 188 a.C. che, tra le altre condizioni, ridusse gravemente il suo impero e impose ai Seleucidi una pesante indennità di guerra. I Galati si ritrovarono ora di nuovo disoccupati ma questo era l'ultimo dei loro problemi.

I Romani a Magnesia si erano alleati con Eumene II di Pergamo (r. 197-159 a.C., figlio di Attalo I), che era stato costretto a cacciare ripetutamente dalla sua città i gruppi bellici galati, senza dubbio incoraggiati da Antioco III. A Magnesia, i romani videro i guerrieri galati in combattimento, che servivano come fanteria e cavalleria leggera, di prima mano e il console romano Gneo Manlio Vulso (c. 189 aC) riconobbe che potevano essere utili risorse militari.

I romani sconfissero i Celti nella battaglia del Monte Olimpo e di nuovo ad Ankara.

Poiché Roma era ancora alleata di Eumene II, e lo trovava utile, Vulso non poteva aprire trattative con i suoi nemici ma poteva punire i Galati per aver fornito forze ad Antioco III. Nel 189 a.C., Vulso marciò sulla Galazia, istigando la guerra di Galazia in cui sconfisse i Celti nella battaglia del Monte Olimpo e di nuovo ad Ankara entro l'anno. Aveva agito di sua iniziativa, senza consultare il senato romano, e quindi fu accusato in un primo momento di intralcio alla pace poiché erano in corso trattative con i Seleucidi per la loro resa e Vulso aveva appena attaccato gli alleati seleucidi. Dopo aver spiegato la sua logica, tuttavia, fu scagionato da tutte le accuse e ricompensato con un trionfo a Roma. La Galazia era ora uno stato cliente della Repubblica Romana con la tetrarchia essenzialmente un governo fantoccio di Roma e mercenari galati che servivano nell'esercito romano.

Strabone (l. 63 a.C.-23 d.C.) nota che, ai suoi tempi, la tetrarchia di Galazia era gradualmente diventata una monarchia e il più grande dei suoi re era Deiotaro, amico di Pompeo Magno e dell'oratore Cicerone (l. 106- 43 a.C.), ospite di Giulio Cesare (l. 100-44 a.C.) quando visitò la Galazia, e in seguito socio di Marco Antonio (l. 83-30 a.C.). Deiotarus partecipò alle guerre mitridatiche come alleato di Pompeo, si schierò con Pompeo contro Cesare nella loro guerra, fu in seguito graziato da Cesare e restaurato al potere da Marco Antonio dopo l'assassinio di Cesare quando altri lo volevano deposto.

Deiotarus condivise il governo del regno con suo genero Brogitarus (r. 63-c.50 a.C.) il cui figlio, Aminta (c. 38-25 a.C.) sarebbe stato l'ultimo re di Galazia. Dopo la sconfitta di Marco Antonio da parte di Ottaviano nella battaglia di Azio (31 a.C.), Ottaviano divenne il potere supremo di Roma e, nel 27 a.C., era diventato Cesare Augusto (r. 27 a.C.-14 d.C.), primo imperatore dell'Impero Romano. Quando Aminta fu assassinato nel 25 a.C., Augusto fece della Galacia una provincia romana.

San Paolo e il cristianesimo

All'inizio, i Galati sembrano aver adottato il culto del dio del cielo frigio Sabazio, l'onnipotente cavaliere dei cieli portato in Anatolia dai Frigi e raffigurato come in conflitto periodico con la dea madre indigena Cibele. Cibele (originariamente Kybeleia, che significa "montagna") era la dea degli antichi Luvi e Hatti della regione fin dal c. 2500 a.C. e, sebbene venerato dai Frigi, potrebbe essere stato gradualmente sostituito da Sabazio se l'interpretazione del rilievo romano del cavallo di Sabazio che posa lo zoccolo sul toro lunare di Cibele (attualmente al Boston Museum of Fine Arts) è corretta nell'assumerlo significa primato del dio sulla dea.

Sabiazos è raffigurato come un guerriero a cavallo che brandisce un bastone o una lancia e calpesta il serpente del mondo che simboleggiava il caos. I Frigi lo invocavano come un potente dio della guerra e facevano affidamento su di lui molto più di quanto non facessero Cibele. I Galati possono essere andati in questa stessa direzione ma, anche se non lo fecero, al tempo dell'opera missionaria di San Paolo (l. 5 - c. 64 dC) in Anatolia, furono ricettivi al messaggio di un unico divinità maschile onnipotente che offriva la salvezza attraverso la fede in suo figlio. Poiché Sabiazos era associato a Zeus, e il famoso figlio di Zeus Eracle (l'Ercole romano) era già una figura di salvatore consolidata in Anatolia, la conversione del paradigma pagano in quello cristiano non sarebbe stato difficile.

Molto probabilmente Paolo incoraggiò questa conversione nello stesso modo in cui lo si vede fare nel Libro degli Atti e nelle epistole del Nuovo Testamento cristiano, sostenendo che la sua nuova fede era semplicemente la verità effettiva rappresentata in modo inadeguato dagli antichi dei. Si dice che abbia usato questo argomento in Atti 17:16-34 quando parla ai greci di Atene nell'Areopago, sottolineando come il loro "dio sconosciuto" sia il Gesù Cristo che sta rappresentando. Lo stesso Paolo dice che presenta se stesso e il suo messaggio al pubblico in termini che capiranno in I Corinzi 9:22 quando scrive: "Mi sono fatto ogni cosa a tutti gli uomini affinché con ogni mezzo potessi salvare alcuni" e non c'è motivo per dubitare ha impiegato questa stessa filosofia e argomento in Galazia per vincere il popolo a Cristo.

Nella sua lettera ai Galati, fa appello direttamente al loro noto amore per la libertà e l'indipendenza (5,1) e ripetutamente contrappone la libertà dello spirito attraverso Cristo alla schiavitù offerta dal perseguire i piaceri mondani. Cita anche specificamente comportamenti e peccati a lungo associati ai Galati come la gelosia, l'ubriachezza, la sessualità liberale e l'idolatria (5:19-20) e li contrappone alla libertà dal vizio e dalla corruzione offerta dal cristianesimo (5:22-24) . I suoi appelli funzionarono bene ei Galati si convertirono, scambiando la protezione di Sabiazos e Cibele con quella di Gesù Cristo. Herm nota che “le comunità cristiane sotto la giurisdizione del Drunemeton furono tra le più antiche fondate” da Paolo e la Galazia crebbe fino a diventare uno dei centri cristiani più vitali della regione (43).

I Galati a questo punto erano quasi completamente ellenizzati e avevano ulteriormente sostituito le loro usanze celto-greche con credenze e atteggiamenti romani. Il cristianesimo sostituì la loro vecchia religione ei templi furono trasformati in chiese. Questo stesso paradigma fu ripetuto, con l'aggiunta della forza militare, in seguito all'invasione musulmana dell'Anatolia nell'830 dC, quando la popolazione fu convertita all'Islam e le chiese divennero moschee. A quel tempo, era rimasto ben poco dell'originale cultura celtico-greca della Galazia. Il suo nome sopravvive oggi principalmente attraverso l'epistola biblica di San Paolo e, forse, il sobborgo di Galata fuori Istanbul, in Turchia.


1. Lightfoot identifica queste persone con i Celti o Galli che si spostarono attraverso l'Italia, la Macedonia e la Tessaglia fino alla costa dell'Ellesponto attraverso il mare in Asia Minore dove misero in tributo l'intero continente a ovest del Toro solo per essere sconfitti da Pergamo, collocato in una striscia di terra lunga 200 miglia da nord-est a nord-ovest e per stabilire tre città: Tavium, Ancyra e Pessinus 4

Sebbene questa comprensione della migrazione delle persone sia concordata da tutti, non è necessario che quelli del nord fossero i destinatari perché la regione settentrionale della Galazia fu soggetta a Roma sotto la campagna del console Manlio nel 189 a.C. e nel 25 a.C. divenne una provincia romana con la morte di Aminto sotto Augusto che comprendeva la suddetta regione etnografica della Galazia, ma anche Licaonea, Isauria, Phyrgia sud-orientale e una porzione di Pisidia 5

2. È stata unanimemente ritenuta la regione settentrionale fino al XVIII secolo 6

3. La normale pratica di Luca è di usare espressioni geografiche 7

4. Luca non si riferisce a quelli che vivono nelle città di Derbe, Listra, Iconio e Antiochia di Pisidia come Galati.

Luca usa titoli geografici (Atti 13:13,14 14:6). Pertanto, la Galazia in Atti 16:6 18:23 non è politica 8

5. La frase τὴν φρυγίαν καὶ Γαλατικὴν χώραν (la regione frigia e galata) in Atti 16:6 e 18:21 si riferisce a due distretti e non a uno 9

6. Le caratteristiche dei lettori di Paolo sono quelle riscontrate nei popoli gallici 10

7. Il participio κωλυθέντες in Atti 16:6 insiste che Paolo andò nella Galazia settentrionale per predicare 11

1. Anche se fino al Settecento vi era una posizione settentrionale unanime, ciò può essere spiegato da un errore comune commesso dai padri della chiesa e continuato dai commentatori

Bruce fa notare che nel 37 d.C. la Lycaonia Galatia fu staccata e unita alla Cilicia e Isaurica per formare una provincia allargata della Cilicia, e nel 297 il resto della Galazia meridionale, con alcuni territori adiacenti, divenne una nuova provincia di Pisidia con l'Antiochia piside come la sua capitale e Iconio come seconda città 12

Con questa azione la provincia della Galazia fu ridotta ancora una volta alla Galazia settentrionale. Pertanto, quando i padri della chiesa leggevano delle chiese della Galazia, avrebbero naturalmente pensato alla Galazia del loro tempo: la Galazia settentrionale.

2. Si sostiene grammaticalmente che l'assenza dell'articolo nella frase τὴν φρυγίαν καὶ Γαλατικὴν χώραν in Atti 16:6 e 18:23 fa sì che i termini anarteri siano aggettivi e non sostantivi, leggendo così "La regione frigia e galtica". 13

3. Bruce dimostra che le descrizioni geografiche sono state aggiunte a quelle provinciali come Pontus Galaticus 14, dimostrando così che Luca potrebbe aver modificato il termine provinciale in modo geografico con φρυγὶαν, creando così una dichiarazione più geografica che supporta il movimento di Paolo nell'area meridionale della Galazia provinciale

4. La mancanza di informazioni nella Bibbia su eventuali chiese della Galazia settentrionale, specialmente alla luce della menzione delle chiese della Galazia meridionale negli Atti 13-14 supporta una teoria meridionale

5. L'area della Galazia settentrionale era isolata, e poiché Paolo era malato quando vi si recò (Gal. 4), è improbabile che si sarebbe spostato per trecento miglia a nord

Inoltre, Paolo si concentrò nei suoi viaggi sulle strade principali e sui centri di comunicazione nelle province romane e fino al 292 d.C. non esisteva una strada principale per la Galazia settentrionale 15

6. Paolo di solito usava titoli provinciali mentre metteva a confronto le chiese di una provincia romana contro un'altra. Ciò renderebbe 1 Corinzi 16:1 un uso provinciale della Galazia 16

7. “Galati” era il termine migliore da usare per descrivere la gente dei distretti meridionali poiché includeva tutti senza distinzioni etniche 17

8. Anche se il participio ( κωλυθέντες ) in Atti 16:6 costringe Paolo ad andare a nord, non è necessario che vadano fino alla Galazia settentrionale. C'erano altri percorsi 18

9. Ci sono altri argomenti come la menzione di Paolo di Barnaba come uno che avrebbero dovuto conoscere (Gal. 2), e il fatto che nessuno dei compagni di viaggio di Paolo in Atti 20:4 ss provenga dalla Galazia settentrionale, che supportano una teoria meridionale (ma questi sono argomenti più deboli)

Sebbene l'evidenza non sia definitiva, i chiari riferimenti negli Atti alle chiese della Galazia meridionale, l'uso di titoli provinciali da parte di Paolo e un'armonizzazione accettabile dei termini geografici di Luca con Atti 16:6 e 18:23 inducono chi scrive a considerare le chiese di Galazia meridionale per essere i destinatari dell'epistola di Paolo


Galazia - Storia

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La Galazia era una regione dell'Anatolia centro-settentrionale (l'odierna Turchia) colonizzata dai Galli celtici c. 278-277 a.C. Il nome deriva dal greco “Gallia” ripetuto dagli scrittori latini come Galli. Ai Celti fu offerta la regione dal re della vicina Bitinia, Nicomede I (r. 278-255 a.C.) e si stabilirono in tre province composte da quattro cantoni (reparti) composti da città-stato (conosciute come oppidum) governate rispettivamente , dalle tre tribù che componevano il gruppo iniziale: i Tectosages, Trocmil e Tolistogogii.


Galazia - Storia

(terra dei Galli, Galli). La provincia romana della Galazia può essere approssimativamente descritta come la regione centrale della penisola dell'Asia Minore, delimitata a nord dalla Bitinia e dalla Paflagonia a est dal Ponto a sud dalla Cappadocia e dalla Licaonia a ovest dalla Frigia. --Enc. Brit. Deriva il suo nome dalle tribù galliche o celtiche che, verso il 280 a.C., fecero irruzione in Macedonia e Tracia. Divenne infine provincia romana. La Galazia del Nuovo Testamento ha proprio la "Gallia" d'Oriente. Le persone sono sempre state descritte come "sensibili alle impressioni rapide e ai cambiamenti improvvisi, con una volubilità pari al loro coraggio ed entusiasmo, e una costante suscettibilità a quella disunione che è frutto di eccessiva vanità. --Le chiese di Galazia furono fondate da Paolo alla sua prima visita, quando fu detenuto tra loro per malattia, (Galati 4:13) durante il suo secondo viaggio missionario, intorno al 51 dC. Li visitò di nuovo durante il suo terzo viaggio missionario.

Provincia dell'Asia Minore, situata a sud e sud-est della Bitinia e della Paflagonia, a ovest del Ponto, a nord e nord-ovest della Cappadocia, a nord e nord-ovest della Cappadocia e a nord e nord-est della Licaonia e della Frigia. Il suo nome derivava dai Galli di cui due tribù, (Trocmi e Tolistoboii,) vi migrarono dopo il saccheggio di Roma da parte di Brenno e mescolandosi con gli antichi abitanti, furono tutti chiamati Gallogracci, 280 aC. La lingua celtica continuò ad essere parlata dai loro discendenti almeno fino al tempo di Girolamo, seicento anni dopo la migrazione, e anche questi Galli d'Asia conservarono molto dell'indole volubile ed impulsiva della razza Gallica. Confronta Galati 1:6 4:15 5:7. Sotto Augusto, verso il 26 a.C., questo paese fu ridotto alla forma di una provincia romana, e fu governato da un proprietario. La Galazia si distinse per la fertilità del suo suolo e per lo stato fiorente dei suoi commerci. Fu anche sede di colonie di varie nazioni, tra le quali c'erano molti ebrei e da tutti questi Paolo sembra aver fatto molti convertiti al cristianesimo, 1 1 Corinzi 16:1. La sua prima visita, Atti 16:6, avvenne probabilmente intorno al 51-2 d.C. e la seconda, Atti 18:28, dopo la quale sembra che sia stata scritta la sua epistola ai Galati, fu diversi anni dopo. Alla sua prima visita era malato, ma lo ricevettero "come un angelo di Dio" e abbracciarono di cuore il Vangelo. Quattro o cinque anni dopo vennero tra loro insegnanti ebrei, professando il cristianesimo, che negarono l'autorità apostolica di Paolo, esaltarono le opere della legge e pervertono il vero vangelo mescolandovi i riti dell'ebraismo. Paolo, conoscendo il loro stato, probabilmente a Corinto, nel 57-8 d.C., scrisse la sua epistola ai Galati. Rimprovera con indignazione i suoi figli in Cristo per la loro improvvisa alienazione da lui e dalla verità rivendica la sua autorità e i suoi insegnamenti di apostolo, mostrando di averli ricevuti da Cristo stesso e presenta con forza la grande dottrina del cristianesimo, giustificazione per fede, con i suoi rapporti con la legge da un lato, e con la vita santa dall'altro. Il soggetto generale dell'epistola è lo stesso dell'epistola ai Romani, e sembra che sia stata scritta all'incirca nello stesso periodo. Le chiese della Galazia sono citate nella storia ecclesiastica da circa novecento anni.

Questa provincia della Galazia, entro i cui confini erano confinate queste tribù celtiche, era la regione centrale dell'Asia Minore.

Durante il suo secondo viaggio missionario Paolo, accompagnato da Sila e Timoteo (At 16,6), visitò la "regione della Galazia", ​​dove era detenuto per malattia (Galati 4,13), e ebbe così la più lunga opportunità di predicare loro il Vangelo. Nel suo terzo viaggio percorse «tutto il paese della Galazia e della Frigia in ordine» (At 18,23). Crescente vi fu mandato da Paolo verso la fine della sua vita (2 Timoteo 4:10).

2. Domande a cui rispondere

III. LA NARRAZIONE DI LUKE

1. Tappe di evangelizzazione della Provincia

IV. L'USO DI PAOLO DI "GALATI"

"Galatia" era un nome usato in due sensi diversi durante il I secolo dopo Cristo:

Per designare un paese nella parte settentrionale dell'altopiano centrale dell'Asia Minore, toccando Paflagonia e Bitinia settentrionale, Frigia occidentale e meridionale, Cappadocia e Ponto sudorientale e orientale, circa le sorgenti del Sangarios e il medio corso dell'Halys

Per designare una grande provincia dell'impero romano, comprendente non solo la Galazia, ma anche la Paflagonia e parti del Ponto, della Frigia, della Pisidia, della Licaonia e dell'Isauria. Il nome ricorre in 1 Corinzi 16:1 Galati 1:2 1 Pietro 1:1, e forse 2 Timoteo 4:10. Alcuni scrittori presumono che la Galazia sia menzionata anche in Atti 16:6 Atti 18:23, ma il greco ha la frase "regione galattica" o "territorio", sebbene le versioni inglesi della Bibbia abbiano "Galatia" e non si deve presumere senza prove che "regione galattica" sia sinonimo di "Galatia". Se ad es. una narrativa moderna ha menzionato che un viaggiatore ha attraversato il territorio britannico, sappiamo che questo significa qualcosa di molto diverso dall'attraversare la Gran Bretagna. "Regione galattica" ha una connotazione diversa da "Galatia" e, anche se trovassimo che geograficamente fosse equivalente, chi scrive aveva qualche ragione per usare quella forma speciale.

2. Domande a cui rispondere:

Le domande a cui si deve rispondere sono: (a) In quale dei due sensi "Galatia" è usato da Paolo e Pietro? (b) Cosa intendeva Luca per regione o territorio galatico? Queste domande non hanno solo un'importanza geografica, ma esercitano più da vicino, ed esercitano un'influenza determinante, su molti punti della biografia, della cronologia, dell'opera missionaria e dei metodi di Paolo.

II. Origine del nome "Galatia".

Il nome fu introdotto in Asia dopo il 278-277 a.C., quando un grande corpo di Galli migratori (Galatai in greco) attraversò l'Europa su invito di Nikomedes, re di Bitinia dopo aver devastato gran parte dell'Asia Minore occidentale, furono gradualmente confinati a un distretto, e per loro furono fissati dei confini dopo il 232 a.C. Nasce così lo stato indipendente della Galazia, abitato da tre tribù galliche, Tolistobogioi, Tektosages e Trokmoi, con tre centri urbani, Pessinus, Ankyra e Tavia (Tavion in Strabone), che avevano portato con sé mogli e famiglie, e quindi continuò ad essere una distinta razza e stirpe gallica (cosa che sarebbe stata impossibile se fossero venuti come semplici guerrieri che prendevano mogli dagli abitanti conquistati). La lingua gallica è stata apparentemente imposta a tutti i vecchi abitanti, che sono rimasti nel paese come una casta inferiore. I Galatai adottarono presto la religione di campagna, accanto alla loro quest'ultima che mantennero almeno fino al II secolo dopo Cristo, ma era politicamente importante per loro mantenere ed esercitare i poteri dell'antico sacerdozio, come a Pessinus, dove i Galatai condividevano l'ufficio con le antiche famiglie sacerdotali.

Lo stato galato delle Tre Tribù durò fino al 25 a.C., governato prima da un consiglio e da tetrarchi, ovvero capi delle dodici divisioni (quattro per tribù) del popolo, poi, dopo il 63 a.C., da tre re. Of these, Deiotaros succeeded in establishing himself as sole king, by murdering the two other tribal kings and after his death in 40 B.C. his power passed to Castor and then to Amyntas, 36-25 B.C. Amyntas bequeathed his kingdom to Rome and it was made a Roman province (Dion Cass. 48, 33, 5 Strabo, 567, omits Castor). Amyntas had ruled also parts of Phrygia, Pisidia, Lycaonia and Isauria. The new province included these parts, and to it were added Paphlagonia 6 B.C., part of Pontus 2 B.C. (called Pontus Galaticus in distinction from Eastern Pontus, which was governed by King Polemon and styled Polemoniacus), and in 64 also Pontus Polemoniacus. Part of Lycaonia was non-Roman and was governed by King Antiochus from 41 to 72 A.D. Laranda belonged to this district, which was distinguished as Antiochiana regio from the Roman region Lycaonia called Galatica.

This large province was divided into regiones for administrative purposes and the regiones coincided roughly with the old national divisions Pisidia, Phrygia (including Antioch, Iconium, Apollonia), Lycaonia (including Derbe, Lystra and a district organized on the village-system), etc. See Calder in Journal of Roman Studies, 1912. This province was called by the Romans Galatia, as being the kingdom of Amyntas (just like the province Asia, which also consisted of a number of different countries as diverse and alien as those of province Galatia, and was so called because the Romans popularly and loosely spoke of the kings of that congeries of countries as kings of Asia). The extent of both names, Asia and Galatia, in Roman language, varied with the varying bounds of each province. The name "Galatia" is used to indicate the province, as it was at the moment, by Ptolemy, Pliny v.146, Tacitus Hist. ii0.9 Ann. xiii. 35 later chroniclers, Syncellus, Eutropius, and Hist. Aug. Max. et Balb. 7 (who derived it from earlier authorities, and used it in the old sense, not the sense customary in their own time) and in inscriptions CIL, III, 254, 272 (Eph. Ep. v.51) VI, 1408, 1409, 332 VIII, 11028 (Mommsen rightly, not Schmidt), 18270, etc. It will be observed that these are almost all Roman sources, and (as we shall see) express a purely Roman view. If Paul used the name "Galatia" to indicate the province, this would show that he consistently and naturally took a Roman view, used names in a Roman connotation, and grouped his churches according to Roman provincial divisions but that is characteristic of the apostle, who looked forward from Asia to Rome (Acts 19:21), aimed at imperial conquest and marched across the Empire from province to province (Macedonia, Achaia, Asia are always provinces to Paul). On the other hand, in the East and the Greco-Asiatic world, the tendency was to speak of the province either as the Galatic Eparchia (as at Iconium in 54 A.D., CIG, 3991), or by enumeration of its regiones (or a selection of the regiones). The latter method is followed in a number of inscriptions found in the province (CIL, III, passim). Now let us apply these contemporary facts to the interpretation of the narrative of Luke.

III. The Narrative of Luke.

1. Stages of Evangelization of Province:

The evangelization of the province began in Acts 13:14. The stages are:

(1) the audience in the synagogue, Acts 13:42

(2) almost the whole city, 13:44

(3) the whole region, i.e. a large district which was affected from the capital (as the whole of Asia was affected from Ephesus 19:10)

(4) Iconium another city of this region: in 13:51 no boundary is mentioned

(5) a new region Lycaonia with two cities and surrounding district (14:6)

(6) return journey to organize the churches in (a) Lystra, (b) Iconium and Antioch (the secondary reading of Westcott and Hort, (kai eis Ikonion kai Antiocheleian), is right, distinguishing the two regions (a) Lycaonia, (b) that of Iconium and Antioch)

(7) progress across the region Pisidia, where no churches were founded (Pisidian Antioch is not in this region, which lies between Antioch and Pamphylia).

Again (in Acts 16:1-6) Paul revisited the two regiones:

(1) Derbe and Lystra, i.e. regio Lycaonia Galatica,

(2) the Phrygian and Galatic region, i.e. the region which was racially Phrygian and politically Galatic. Paul traversed both regions, making no new churches but only strengthening the existing disciples and churches. In Acts 18:23 he again revisited the two regiones, and they are briefly enumerated:

(1) the Galatic region (so called briefly by a traveler, who had just traversed Antiochiana and distinguished Galatica from it)

(2) Phrygia. On this occasion he specially appealed, not to churches as in 16:6, but to disciples it was a final visit and intended to reach personally every individual, before Paul went away to Rome and the West. On this occasion the contribution to the poor of Jerusalem was instituted, and the proceeds later were carried by Timothy and Gaius of Derbe (Acts 20:4 Acts 24:17 1 Corinthians 16:1) this was a device to bind the new churches to the original center of the faith.

These four churches are mentioned by Luke always as belonging to two regiones, Phrygia and Lycaoma and each region is in one case described as Galatic, i.e. part of the province Galatia. Luke did not follow the Roman custom, as Paul did he kept the custom of the Greeks and Asiatic peoples, and styled the province by enumerating its regiones, using the expression Galatic (as in Pontus Galaticus and at Iconium, CIG, 3991) to indicate the supreme unity of the province. By using this adjective about both regiones he marked his point of view that all four churches are included in the provincial unity.

From Paul's references we gather that he regarded the churches of Galatia as one group, converted together (Galatians 4:13), exposed to the same influences and changing together (Galatians 1:6, 8 Galatians 3:1 Galatians 4:9), naturally visited at one time by a traveler (Galatians 1:8 Galatians 4:14). He never thinks of churches of Phrygia or of Lycaonia only of province Galatia (as of provinces Asia, Macedonia, Achaia). Paul did not include in one class all the churches of one journey: he went direct from Macedonia to Athens and Corinth, but classes the churches of Macedonia separate from those of Achaia. Troas and Laodicea and Colosse he classed with Asia (as Luke did Troas Acts 20:4), Philippi with Macedonia, Corinth with Achaia. These classifications are true only of the Roman usage, not of early Greek usage. The custom of classifying according to provinces, universal in the fully formed church of the Christian age, was derived from the usage of the apostles (as Theodore Mopsuestia expressly asserts in his Commentary on First Timothy (Swete, II, 121) Harnack accepts this part of the statement (Verbreitung, 2nd edition, I, 387 Expansion, II, 96)). His churches then belonged to the four provinces, Asia, Galatia, Achaia, Macedonia. There were no other Pauline churches all united in the gift of money which was carried to Jerusalem (Acts 20:4 Acts 24:17).

IV. Paul's Use of "Galatians."

The people of the province of Galatia, consisting of many diverse races, when summed up together, were called Galatai, by Tacitus, Ann. xv0.6 Syncellus, when he says (Augoustos Galatais phorous etheto), follows an older historian describing the imposing of taxes on the province and an inscription of Apollonia Phrygiae calls the people of the city Galatae (Lebas-Waddington, 1192). If Paul spoke to Philippi or Corinth or Antioch singly, he addressed them as Philippians, Corinthians, Antiochians (Philippians 4:15 2 Corinthians 6:11), not as Macedonians or Achaians but when he had to address a group of several churches (as Antioch, Iconium, Derbe and Lystra) he could use only the provincial unity, Galatae.

All attempts to find in Paul's letter to the Galatians any allusions that specially suit the character of the Gauls or Galatae have failed. The Gauls were an aristocracy in a land which they had conquered. They clung stubbornly to their own Celtic religion long after the time of Paul, even though they also acknowledged the power of the old goddess of the country. They spoke their own Celtic tongue. They were proud, even boastful, and independent. They kept their native law under the Empire. The "Galatians" to whom Paul wrote had Changed very quickly to a new form of religion, not from fickleness, but from a certain proneness to a more oriental form of religion which exacted of them more sacrifice of a ritual type. They needed to be called to freedom they were submissive rather than arrogant. They spoke Greek. They were accustomed to the Greco-Asiatic law: the law of adoption and inheritance which Paul mentions in his letter is not Roman, but Greco-Asiatic, which in these departments was similar, with some differences on this see the writer's Historical Commentary on Galatians.

1054. Galatikos -- belonging to Galatia
. belonging to Galatia. Part of Speech: Adjective Transliteration: Galatikos Phonetic
Spelling: (gal-at-ee-kos') Short Definition: belonging to the province .
//strongsnumbers.com/greek2/1054.htm - 6k

2430. Ikonion -- Iconium, a city of Galatia
. Iconium, a city of Galatia. Part of Speech: Noun, Neuter Transliteration: Ikonion
Phonetic Spelling: (ee-kon'-ee-on) Short Definition: Iconium Definition .
//strongsnumbers.com/greek2/2430.htm - 6k

1052. Galates -- a Galatian
. Galates Phonetic Spelling: (gal-at'-ace) Short Definition: a Galatian Definition:
a Galatian (meaning any inhabitant of the Roman province Galatia). .
//strongsnumbers.com/greek2/1052.htm - 6k

3071. Lukaonia -- Lycaonia, a region in Asia Minor
. Definition: Lycaonia Definition: Lycaonia, the country of the Lykaones, a district
of Asia Minor, comprised within the Roman province Galatia and including the .
//strongsnumbers.com/greek2/3071.htm - 6k

5435. Phrugia -- Phrygia, a region of Asia Minor
. an ethnic district in Asia Minor, the north-western part of which was in the Roman
province Asia and the south-eastern part in the Roman province Galatia. .
//strongsnumbers.com/greek2/5435.htm - 6k

3082. Lustra -- Lystra, a city of Lycaonia
. Lustra Phonetic Spelling: (loos'-trah) Short Definition: Lystra Definition: Lystra,
a Lycaonian city in the southern part of the Roman province Galatia. .
//strongsnumbers.com/greek2/3082.htm - 6k

490. Antiocheia -- Antioch, the name of two cities
. Antioch, (a) Antioch on the river Orontes, capital of the Province Syria, (b) Pisidian
Antioch, not in Pisidia, but near Pisidia, in the Roman Province Galatia .
//strongsnumbers.com/greek2/490.htm - 6k

4899. suneklektos -- chosen together with
. 1 Pet 1:1,2: " 1 To those who reside as aliens, scattered throughout Pontus, Galatia,
Cappadocia, Asia, and Bithynia, , by the sanctifying work of the Spirit .
//strongsnumbers.com/greek2/4899.htm - 7k

4099. Pisidia -- Pisidia, a region of Asia Minor
. Spelling: (pis-id-ee'-ah) Short Definition: Pisidia Definition: Pisidia, a country
of Asia Minor, being the south-western part of the Roman province Galatia. .
//strongsnumbers.com/greek2/4099.htm - 6k

Apostasy in Galatia
. Lesson 36 Apostasy in Galatia. [This chapter is based on the Epistle to
the Galatians.] While tarrying at Corinth, Paul had cause .
/. /white/the acts of the apostles/lesson 36 apostasy in galatia.htm

His Peculiar Caricature of the Bishops, Eustathius of Armenia and .
. Book I. Section 5. His peculiar caricature of the bishops, Eustathius of
Armenia and Basil of Galatia, is not well drawn. But, not .
/. /gregory of nyssa dogmatic treatises etc/section 5 his peculiar caricature.htm

The Epistle of Paul the Apostle to the Galatians
. [Sidenote: To whom written.]. "Unto the Churches of Galatia." What is the meaning
of the name "Galatia"? Students are still divided on the question. .
/. /pullan/the books of the new testament/chapter xii the epistle of.htm

The Epistle to the Galatians
. There were those in the churches of Galatia who perverted the doctrine of the
cross and called the apostolic authority of Paul in question. .
/. /drummond/introduction to the new testament/the epistle to the galatians.htm

V. .
. V.1, 2. Peter an Apostle of Jesus Christ, to the strangers scattered abroad in Pontus,
Galatia, Capadocia, Asia and Bithynia, elect according to the .
/. /the epistles of st peter and st jude preached and explained/chapter i v .htm

1 Cor. xvi. 1
. Homily XLIII. 1 Cor. xvi. 1. 1 1 Corinthians 16:1 Now concerning the collection
for the saints, as I gave order to the Churches of Galatia, so also do ye. .
/. /homilies on the epistles of paul to the corinthians/homily xliii 1 cor xvi.htm

Monks of Edessa: Julianus, Ephraim Syrus, Barus, and Eulogius .
. Syrus, Barus, and Eulogius Further, the Monks of Coele-Syria: Valentinus, Theodore,
Merosas, Bassus, Bassonius and the Holy Men of Galatia and Cappadocia .
/. /chapter xxxiv monks of edessa julianus.htm

Efforts of Julian to Establish Paganism and to Abolish Our Usages. .
. emperor himself on the subject. He writes as follows: [1403] " "To Arsacius,
High-Priest of Galatia. Paganism has not yet reached .
/. /the ecclesiastical history of sozomenus/chapter xvi efforts of julian to.htm

Early Mentions of Christianity in Britain. --King Lucius. --Origin .
. The Gauls of Galatia, as we have seen, were of kin to the Britons and while the
Britons were being almost entirely saved from harm by Constantius, their .
/. /lecture ii early mentions of.htm

General Character of Christians.
. The malice and errors of those deceitful workers, and the mischief which they
occasioned at Galatia, caused the writing of this epistle: which, like the other .
/. /lee/sermons on various important subjects/sermon xi general character of.htm

Lycaonia (2 Occurrences)
. Easton's Bible Dictionary An inland province of Asia Minor, on the west of
Cappadocia and the south of Galatia. It was a Roman province .
/l/lycaonia.htm - 10k

Derbe (4 Occurrences)
. missionary journeys respectively), and it may now be regarded as highly probable
that he passed through it on his third journey (to the churches of Galatia). .
/d/derbe.htm - 15k

Galatian (3 Occurrences)
. (a.) of or pertaining to Galatia or its inhabitants. -- A native or inhabitant of
Galatia, in Asia Minor a descendant of the Gauls who settled in Asia Minor. .
/g/galatian.htm - 7k

Pisidia (2 Occurrences)
. Antony gave Antioch to Amyntas of Galatia in 39 BC, and hence it was included in
the province Galatia (vedere GALATIA) formed in 25 BC out of Amyntas' kingdom. .
/p/pisidia.htm - 21k

Galatians (2 Occurrences)
. Its Pauline origin is universally acknowledged. Occasion of. The churches of Galatia
were founded by Paul himself (Acts 16:6 Galatians 1:8 4:13, 19). .
/g/galatians.htm - 43k

Antioch (21 Occurrences)
. Antony gave Antioch to Amyntas of Galatia in 39 BC, and hence it was included in
the province Galatia (vedere GALATIA) formed in 25 BC out of Amyntas' kingdom. .
/a/antioch.htm - 27k

Pontus (3 Occurrences)
. Pontus proper extended from the Halys River on the West to the borders of Colchis
on the East, its interior boundaries meeting those of Galatia, Cappadocia and .
/p/pontus.htm - 16k

Traveled (104 Occurrences)
. (See NIV). Acts 16:6 When they had gone through the region of Phrygia and Galatia,
they were forbidden by the Holy Spirit to speak the word in Asia. (See NIV). .
/t/traveled.htm - 32k

Phygellus (1 Occurrence)
. fiery trial" which is trying them (1 Peter 4:12), and those whom he thus addresses
were the members of the church throughout Pontus, Galatia, Cappadocia, Asia .
/p/phygellus.htm - 10k

Acts 16:6
When they had gone through the region of Phrygia and Galatia , they were forbidden by the Holy Spirit to speak the word in Asia.
(WEB KJV WEY ASV BBE DBY WBS YLT NAS RSV NIV)

Acts 18:23
Having spent some time there, he departed, and went through the region of Galatia , and Phrygia, in order, establishing all the disciples.
(WEB KJV WEY ASV BBE DBY WBS YLT NAS RSV NIV)

1 Corinthians 16:1
Now concerning the collection for the saints, as I commanded the assemblies of Galatia , you do likewise.
(WEB KJV WEY ASV BBE DBY WBS YLT NAS RSV NIV)

Galatians 1:2
and all the brothers who are with me, to the assemblies of Galatia :
(WEB KJV WEY ASV BBE DBY WBS YLT NAS RSV NIV)

2 Timothy 4:10
for Demas left me, having loved this present world, and went to Thessalonica Crescens to Galatia , and Titus to Dalmatia.
(WEB KJV WEY ASV BBE DBY WBS YLT NAS RSV NIV)

1 Peter 1:1
Peter, an apostle of Jesus Christ, to the chosen ones who are living as foreigners in the Dispersion in Pontus, Galatia , Cappadocia, Asia, and Bithynia,
(WEB KJV WEY ASV BBE DBY WBS YLT NAS RSV NIV)


A Timeline of Paul’s Ministry in Galatians and Acts

“The Cities of Galatia” (from Nelson’s Complete Book of Bible Maps and Charts, Revised, 1996, Logos Edition)

Galatians is probably Paul’s earliest letter, written around AD 48 to the churches in southern Galatia and not to Gentiles in northern Galatia (the first conclusion among several debated issues, as you will see).

Assuming some dates (these dates can be debated) and matching Paul’s biographical details their parallels in Acts, Paul persecuted the church (Gal 1:13–14 Acts 9:1–2 AD 34), was converted (Gal 1:15–16a Acts 9:3–19a AD 34), preached in Arabia and Damascus for three years (Gal 1:17 Acts 9:19–22 AD 34–37), visited Peter and James in Jerusalem after these three years (Gal 1:18–20 Acts 9:26–29 AD 37), and preached in Judea for about ten years (Gal 1:21–24 Acts 9:30–31 AD 37–47).

Fourteen years after his conversion (so it seems cf. Gal 2:1), Paul took Barnabas and Titus to visit Jerusalem again for a private meeting with Peter, James, and John (Gal 2:1–10), which may or may not be recorded in Acts (if so, Acts 11:27–30 AD 47 this conclusion is debated and hinges on another―see comments on Gal 2:1–10 and Acts 15:1–29 below).

Paul then went on his first missionary journey, which included planting churches in southern Galatia (Acts 13–14 AD 47–48). It is not clear when Peter came to Antioch and was confronted by Paul (Gal 2:11–14), but (making yet another conclusion) perhaps it was after Paul had planted the Galatian churches (thus, AD 48). Maybe Peter wanted to follow up on the gospel’s spread to the Gentiles as he had done earlier in Samaria (Acts 8:14) or visited while traveling to minister to the churches in general (cf. Acts 9:32).

Paul then went to the Jerusalem council in Acts 15:1–29 a year or so later (AD 49), an event probably not the same as what Paul records in Gal 2:1–10 (another debated issue). This conclusion is supported in that (1) Paul does not mention the Acts 15 conclusions in Galatians and (2) Luke describes the Acts 15 council as public (cf. Acts 15:6, 12, 22) while Paul describes Gal 2:10 as a private meeting (cf. Gal 2:2).

Paul then visited the Galatian churches two more times at the beginnings of his second (Acts 16:6 cf. cf. 15:40–18:22 AD 49) and third (Acts 18:23 cf. 18:23–21:17 AD 52) missionary journeys (AD 49–51 and 52–57, respectively).

On a pastoral level, for as strong as Paul was in his letter to the Galatians, we can be encouraged that the churches corrected themselves and persevered, implied by the fact that Paul visited them in his second and third missionary journeys. While these churches were swayed for a time, Paul’s strong and swift denunciation of a false gospel grounded them in the true gospel again, leaving them strengthened in the end.

So, if you are keeping track, (tentative) conclusions made were the following:

(1) Paul wrote the churches in southern and not northern Galatia (i.e., the ones in Acts 13–14).

(2) Paul visited Jerusalem a second time fourteen years after his conversion and not fourteen years after his first visit to Jerusalem (Gal 2:1).

(3) Paul’s visit to Jerusalem in Gal 2:1–10 could be the one recorded by Luke in Acts 11:27–30.

(4) Pauls’ visit to Jerusalem in Gal 2:1–10 was probably not the one recorded by Luke in Acts 15:1–29.

(5) Peter visited Paul in Antioch (Gal 2:11–14) after Paul’s return to the city after Paul had planted several churches, some being in southern Galatia (Acts 13:1–14:28).

(6) The years are exactly as stated above. (As one can see, it is sometimes very difficult to identify Paul’s locations and the times he was there with certainty and precision.)

While it is not imperative to figure out the timing of (5) (i.e., before or after Acts 13–14), it does seem that a combination of (1), (2), (3), (4), and (6) lean upon one another and, if one conclusion is made, so also are the others in this combination.

The chart below is my own and gives a tentative timeline for how one could match the details of Paul’s life in Galatians to Acts. It also adds some semi-related events that Acts mentions besides (i.e., Paul’s other visits to Galatia).

Data Descrizione Galati atti
AD 34 Saul (not yet Paul) persecuted the church. 1:13–14 9:1–2
AD 34 Saul was converted. 1:15–16a 9:3–19a
AD 34–37 Saul preached in Arabia and Damascus. 1:17 9:19–22 cf. 9:27
AD 37 Saul visited Jerusalem three years after his conversion. 1:18–20 9:26–29
AD 37–47 Saul preached in Syria and Cilicia. 1:21–24 9:30–31
AD 47 Saul visited Jerusalem fourteen years after his conversion. 2:1–10 11:27–30?
AD 47–48 Saul became Paul and with Barnabas planted churches in Gentile territory, Galatia included, during Paul’s first missionary journey. 13:1–14:28
AD 48 Peter visited Antioch and was confronted by Paul. 2:11–14
AD 48 Paul wrote Galatians. 1:1–6:18
AD 49 Paul participated in the Apostolic Council in Jerusalem. 15:1–29
AD 49–51 Paul and Silas visited the Galatian churches during Paul’s second missionary journey. 16:6 cf. 15:40–18:22
AD 52–57 Paul visited the Galatian churches for the last time recorded in Scripture. 18:23 cf. 18:23–21:17

About David Huffstutler

David pastors First Baptist Church in Rockford, IL, serves as a chaplain for his local police department, and teaches as adjunct faculty at Bob Jones University. David holds a Ph. D. in Applied Theology from Southeastern Baptist Theological Seminary. His concentration in Christian Leadership focuses his contributions to pastoral and practical theology.


Keeping the law does not save us. Paul countered the claims of Jewish teachers that we need to obey the law in addition to faith in Christ. The law serves to reveal our inadequacy to obey.

Faith in Jesus Christ alone saves us from our sins. Salvation is a gift from God, Paul taught. We cannot earn righteousness through works or good behavior. Belief in Christ is the only way to become accepted by God.

True freedom comes from the gospel, not from legalism. Christ instituted a new covenant, freeing his followers from the bondage of Jewish law and tradition.

The Holy Spirit works in us to bring us to Christ. Salvation is not by our doing but by God's. Further, the Holy Spirit enlightens, guides, and empowers us to live the Christian life. God's love and peace flow through us because of the Holy Spirit.


Key Themes

  1. In his sin-bearing death, Christ is a substitute for all Christians. He brings them into a new realm of freedom and life (1:4 2:20 3:13).
  2. The gospel of Christ comes from God alone—not from any human source. Paul himself is a living example of this. His conversion to Christ and his apostleship were not through human means. They came through direct revelation from Christ (1:1, 11–12, 15–20).
  3. Salvation comes not by works of law but by faith, which leads to justification (2:16).
  4. To require circumcision and other Mosaic laws as a supplement to faith is to fall back from the realm of grace and freedom and to come under the whole law and its curse, since perfect observance of the law is impossible (2:12–14, 16 3:10 4:10 5:3).
  5. Old Testament Scripture itself testifies to the truth of justification by faith (Gen. 15:6 Hab. 2:4).
  6. Believers have died with Christ to sin and therefore have renounced the flesh (Gal. 5:24 6:14).
  7. The Spirit is the source of power and guidance in the Christian life. He produces love and faith in the believer (5:6, 16, 18, 25).
  8. The Christian life is one of pleasing Christ. This requires willingness to suffer persecution for the sake of his cross (1:10 6:12, 14).

Galatia

has been called the "Gallia" of the East, Roman writers calling its inhabitants Galli. They were an intermixture of Gauls and Greeks, and hence were called Gallo-Graeci, and the country Gallo-Graecia. The Galatians were in their origin a part of that great Celtic migration which invaded Macedonia about B.C. 280. They were invited by the king of Bithynia to cross over into Asia Minor to assist him in his wars. There they ultimately settled, and being strengthened by fresh accessions of the same clan from Europe, they overran Bithynia, and supported themselves by plundering neighbouring countries. They were great warriors, and hired themselves out as mercenary soldiers, sometimes fighting on both sides in the great battles of the times. They were at length brought under the power of Rome in B.C. 189, and Galatia became a Roman province B.C. 25.

This province of Galatia, within the limits of which these Celtic tribes were confined, was the central region of Asia Minor.

During his second missionary journey Paul, accompanied by Silas and Timothy ( Acts 16:6 ), visited the "region of Galatia," where he was detained by sickness ( Galatians 4:13 ), and had thus the longer opportunity of preaching to them the gospel. On his third journey he went over "all the country of Galatia and Phrygia in order" ( Acts 18:23 ). Crescens was sent thither by Paul toward the close of his life ( 2 Timothy 4:10 ).

Questi argomenti del dizionario provengono da
M.G. Easton M.A., D.D., Dizionario biblico illustrato, terza edizione,
pubblicato da Thomas Nelson, 1897. Pubblico dominio, copia liberamente. [N] indica che questa voce è stata trovata anche nella Bibbia topica di Nave
[H] indica che questa voce è stata trovata anche nei nomi della Bibbia di Hitchcock
[S] indica che questa voce è stata trovata anche nel Dizionario biblico di Smith
Informazioni bibliografiche

Easton, Matthew George. "Entry for Galatia". "Dizionario biblico di Easton". .

Hitchcock, Roswell D. "Entry for 'Galatia'". "Un dizionario interpretativo dei nomi propri della Scrittura". . New York, New York, 1869.

( land of the Galli, Gauls ). The Roman province of Galatia may be roughly described as the central region of the peninsula of Asia Minor, bounded on the north by Bithynia and Paphlagonia on the east by Pontus on the south by Cappadocia and Lycaonia on the west by Phrygia. --Encyc. Brit. It derived its name from the Gallic or Celtic tribes who, about 280 B.C., made an irruption into Macedonia and Thrace. It finally became a Roman province. The Galatia of the New Testament has really the "Gaul" of the East. The people have always been described as "susceptible of quick impressions and sudden changes, with a fickleness equal to their courage and enthusiasm, and a constant liability to that disunion which is the fruit of excessive vanity. --The Galatian churches were founded by Paul at his first visit, when he was detained among, them by sickness, ( Galatians 4:13 ) during his second missionary journey, about A.D 51. He visited them again on his third missionary tour. [N] indicates this entry was also found in Nave's Topical Bible
[E] indica che questa voce è stata trovata anche nel Dizionario biblico di Easton
[H] indica che questa voce è stata trovata anche nei nomi della Bibbia di Hitchcock
Informazioni bibliografiche

Smith, William, Dr. "Entry for 'Galatia'". "Dizionario della Bibbia di Smith". . 1901.

2. Questions to Be Answered

III. THE NARRATIVE OF LUKE

1. Stages of Evangelization of Province

IV. PAUL'S USE OF "GALATIANS"

"Galatia" was a name used in two different senses during the 1st century after Christ:

To designate a country in the north part of the central plateau of Asia Minor, touching Paphlagonia and Bithynia North, Phrygia West and South, Cappadocia and Pontus Southeast and East, about the headwaters of the Sangarios and the middle course of the Halys

To designate a large province of the Roman empire, including not merely the country Galatia, but also Paphlagonia and parts of Pontus, Phrygia, Pisidia, Lycaonia and Isauria. The name occurs in 1 Corinthians 16:1 Galatians 1:2 1 Peter 1:1, and perhaps 2 Timothy 4:10. Some writers assume that Galatia is also mentioned in Acts 16:6 18:23 but the Greek there has the phrase "Galatic region" or "territory," though the English Versions of the Bible has "Galatia" and it must not be assumed without proof that "Galatic region" is synonymous with "Galatia." If e.g. a modern narrative mentioned that a traveler crossed British territory, we know that this means something quite different from crossing Britain. "Galatic region" has a different connotation from "Galatia" and, even if we should find that geographically it was equivalent, the writer had some reason for using that special form.

2. Questions to Be Answered:

The questions that have to be answered are:

(a) In which of the two senses is "Galatia" used by Paul and Peter? (b) What did Luke mean by Galatic region or territory? These questions have not merely geographical import they bear most closely, and exercise determining influence, on many points in the biography, chronology, missionary work and methods of Paul.

II. Origin of the Name "Galatia."

The name was introduced into Asia after 278-277 BC, when a large body of migrating Gauls (Galatai in Greek) crossed over from Europe at the invitation of Nikomedes, king of Bithynia after ravaging a great part of Western Asia Minor they were gradually confined to a district, and boundaries were fixed for them after 232 BC. Thus, originated the independent state of Galatia, inhabited by three Gaulish tribes, Tolistobogioi, Tektosages and Trokmoi, with three city-centers, Pessinus, Ankyra and Tavia (Tavion in Strabo), who had brought their wives and families with them, and therefore continued to be a distinct Gaulish race and stock (which would have been impossible if they had come as simple warriors who took wives from the conquered inhabitants). The Gaulish language was apparently imposed on all the old inhabitants, who remained in the country as an inferior caste. The Galatai soon adopted the country religion, alongside of their own the latter they retained at least as late as the 2nd century after Christ, but it was politically important for them to maintain and exercise the powers of the old priesthood, as at Pessinus, where the Galatai shared the office with the old priestly families.

The Galatian state of the Three Tribes lasted till 25 BC, governed first by a council and by tetrarchs, or chiefs of the twelve divisions (four to each tribe) of the people, then, after 63 BC, by three kings. Of these, Deiotaros succeeded in establishing himself as sole king, by murdering the two other tribal kings and after his death in 40 BC his power passed to Castor and then to Amyntas, 36-25 BC. Amyntas bequeathed his kingdom to Rome and it was made a Roman province (Dion Cass. 48, 33, 5 Strabo, 567, omits Castor). Amyntas had ruled also parts of Phrygia, Pisidia, Lycaonia and Isauria. The new province included these parts, and to it were added Paphlagonia 6 BC, part of Pontus 2 BC (called Pontus Galaticus in distinction from Eastern Pontus, which was governed by King Polemon and styled Polemoniacus), and in 64 also Pontus Polemoniacus. Part of Lycaonia was non-Roman and was governed by King Antiochus from 41 to 72 AD Laranda belonged to this district, which was distinguished as Antiochiana regio from the Roman region Lycaonia called Galatica.

This large province was divided into regiones for administrative purposes and the regiones coincided roughly with the old national divisions Pisidia, Phrygia (including Antioch, Iconium, Apollonia), Lycaonia (including Derbe, Lystra and a district organized on the village-system), etc. See Calder in Journal of Roman Studies, 1912. This province was called by the Romans Galatia, as being the kingdom of Amyntas (just like the province Asia, which also consisted of a number of different countries as diverse and alien as those of province Galatia, and was so called because the Romans popularly and loosely spoke of the kings of that congeries of countries as kings of Asia). The extent of both names, Asia and Galatia, in Roman language, varied with the varying bounds of each province. The name "Galatia" is used to indicate the province, as it was at the moment, by Ptolemy, Pliny v.146, Tacitus Hist. ii.9 Ann. xiii. 35 later chroniclers, Syncellus, Eutropius, and Hist. Aug. Max. et Balb. 7 (who derived it from earlier authorities, and used it in the old sense, not the sense customary in their own time) and in inscriptions CIL, III, 254, 272 (Eph. Ep. v.51) VI, 1408, 1409, 332 VIII, 11028 (Mommsen rightly, not Schmidt), 18270, etc. It will be observed that these are almost all Roman sources, and (as we shall see) express a purely Roman view. If Paul used the name "Galatia" to indicate the province, this would show that he consistently and naturally took a Roman view, used names in a Roman connotation, and grouped his churches according to Roman provincial divisions but that is characteristic of the apostle, who looked forward from Asia to Rome (Acts 19:21), aimed at imperial conquest and marched across the Empire from province to province (Macedonia, Achaia, Asia are always provinces to Paul). On the other hand, in the East and the Greco-Asiatic world, the tendency was to speak of the province either as the Galatic Eparchia (as at Iconium in 54 AD, CIG, 3991), or by enumeration of its regiones (or a selection of the regiones). The latter method is followed in a number of inscriptions found in the province (CIL, III, passim). Now let us apply these contemporary facts to the interpretation of the narrative of Luke.

III. The Narrative of Luke.

1. Stages of Evangelization of Province:

The evangelization of the province began in Acts 13:14. The stages are:

(1) the audience in the synagogue, Acts 13:42

(2) almost the whole city, 13:44

(3) the whole region, i.e. a large district which was affected from the capital (as the whole of Asia was affected from Ephesus 19:10)

(4) Iconium another city of this region:

in 13:51 no boundary is mentioned

(5) a new region Lycaonia with two cities and surrounding district (14:6)

(6) return journey to organize the churches in (a) Lystra, (b) Iconium and Antioch (the secondary reading of Westcott and Hort, (kai eis Ikonion kai Antiocheleian), is right, distinguishing the two regions (a) Lycaonia, (b) that of Iconium and Antioch)

(7) progress across the region Pisidia, where no churches were founded (Pisidian Antioch is not in this region, which lies between Antioch and Pamphylia).

Again (in Acts 16:1-6) Paul revisited the two regiones:

(1) Derbe and Lystra, i.e. regio Lycaonia Galatica,

(2) the Phrygian and Galatic region, i.e. the region which was racially Phrygian and politically Galatic. Paul traversed both regions, making no new churches but only strengthening the existing disciples and churches. In Acts 18:23 he again revisited the two regiones, and they are briefly enumerated:

(1) the Galatic region (so called briefly by a traveler, who had just traversed Antiochiana and distinguished Galatica from it)

(2) Phrygia. On this occasion he specially appealed, not to churches as in 16:6, but to disciples it was a final visit and intended to reach personally every individual, before Paul went away to Rome and the West. On this occasion the contribution to the poor of Jerusalem was instituted, and the proceeds later were carried by Timothy and Gaius of Derbe (Acts 20:4 24:17 1 Corinthians 16:1) this was a device to bind the new churches to the original center of the faith.

These four churches are mentioned by Luke always as belonging to two regiones, Phrygia and Lycaoma and each region is in one case described as Galatic, i.e. part of the province Galatia. Luke did not follow the Roman custom, as Paul did he kept the custom of the Greeks and Asiatic peoples, and styled the province by enumerating its regiones, using the expression Galatic (as in Pontus Galaticus and at Iconium, CIG, 3991) to indicate the supreme unity of the province. By using this adjective about both regiones he marked his point of view that all four churches are included in the provincial unity.

From Paul's references we gather that he regarded the churches of Galatia as one group, converted together (Galatians 4:13), exposed to the same influences and changing together (Galatians 1:6,8 3:1 4:9), naturally visited at one time by a traveler (Galatians 1:8 4:14). He never thinks of churches of Phrygia or of Lycaonia only of province Galatia (as of provinces Asia, Macedonia, Achaia). Paul did not include in one class all the churches of one journey:

he went direct from Macedonia to Athens and Corinth, but classes the churches of Macedonia separate from those of Achaia. Troas and Laodicea and Colosse he classed with Asia (as Luke did Troas Acts 20:4), Philippi with Macedonia, Corinth with Achaia. These classifications are true only of the Roman usage, not of early Greek usage. The custom of classifying according to provinces, universal in the fully formed church of the Christian age, was derived from the usage of the apostles (as Theodore Mopsuestia expressly asserts in his Commentary on First Timothy (Swete, II, 121) Harnack accepts this part of the statement (Verbreitung, 2nd edition, I, 387 Expansion, II, 96)). His churches then belonged to the four provinces, Asia, Galatia, Achaia, Macedonia. There were no other Pauline churches all united in the gift of money which was carried to Jerusalem (Acts 20:4 24:17).

IV. Paul's Use of "Galatians."

The people of the province of Galatia, consisting of many diverse races, when summed up together, were called Galatai, by Tacitus, Ann. xv.6 Syncellus, when he says (Augoustos Galatais phorous etheto), follows an older historian describing the imposing of taxes on the province and an inscription of Apollonia Phrygiae calls the people of the city Galatae (Lebas-Waddington, 1192). If Paul spoke to Philippi or Corinth or Antioch singly, he addressed them as Philippians, Corinthians, Antiochians (Philippians 4:15 2 Corinthians 6:11), not as Macedonians or Achaians but when he had to address a group of several churches (as Antioch, Iconium, Derbe and Lystra) he could use only the provincial unity, Galatae.

All attempts to find in Paul's letter to the Galatians any allusions that specially suit the character of the Gauls or Galatae have failed. The Gauls were an aristocracy in a land which they had conquered. They clung stubbornly to their own Celtic religion long after the time of Paul, even though they also acknowledged the power of the old goddess of the country. They spoke their own Celtic tongue. They were proud, even boastful, and independent. They kept their native law under the Empire. The "Galatians" to whom Paul wrote had Changed very quickly to a new form of religion, not from fickleness, but from a certain proneness to a more oriental form of religion which exacted of them more sacrifice of a ritual type. They needed to be called to freedom they were submissive rather than arrogant. They spoke Greek. They were accustomed to the Greco-Asiatic law:

the law of adoption and inheritance which Paul mentions in his letter is not Roman, but Greco-Asiatic, which in these departments was similar, with some differences on this see the writer's Historical Commentary on Galatians.


The Galatians Series

With this background in mind, we will attempt, in our next lesson, to outline Paul&rsquos letter to the Galatians, as a preparation for studying the text of the letter .

In the following lessons, we will look at its structure, at the salutation, doxology, and benediction. Then we will consider five special appeals Paul makes at intervals throughout the letter.

These appeals mark out the main sections of the letter. Next we will think about the main issue in Galatians, namely that Christians are not under law but under grace. Our last four lessons will look at the four main sections of the letter in detail .


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